Nakayama Hakudo          
 

     Malcolm T. Shewan - Direttore tecnico della Federazione Europea di Iai
 

L'IAI (l'arte di estrarre la spada) è nata il giorno in cui un guerriero scoprì che poteva estrarre la propria spada (katana) del suo fodero e tagliare con un solo gesto. La nascita dello Iaido è stata attribuita a Hayashizaki Jinsuke (1560-1616) all'inizio del periodo Edo (1603-1868) durante la quale il Giappone visse in totale autarchia, isolato del resto del mondo. Il contributo principale di Hayashizaki a quest'arte è di ordine mentale e spirituale nel senso in cui questa pratica poteva permettere al samurai di ottenere e coltivare uno spirito che poteva essere utile in tutte le circostanze. E' anche durante questo periodo che furono rinforzati i concetti del Bushido - il codice di onore dei guerrieri - che raccomanda il distacco e il disprezzo della morte (seishi o shoetsu).


 

 

Nakayama Hakudo, ultimo Soke (caposcuola) della Muso Shinden Ryu e della Muso Jikiden Eishin Ryu

 


Hayashizaki
Jinsuke

I - BREVE STORIA DELLO IAI

Lo IAÏ, precisamente l'arte di sguainare la spada (in realtà una sciabola) nacque il giorno in cui un samurai scoprì che poteva estrarre la spada (KATANA) dal fodero (SAYA) e tagliare in un sol gesto. La nascita dello IAI-DO è stata storicamente attribuita a Hayashizaki Jinsuke (1560-1616?), all'inizio del periodo EDO (1603-1868), durante il quale il Giappone visse in completa autarchia, isolato dal resto del mondo.
Comunque, questo non vuol dire che l'arte di sguainare la spada non esistesse prima di lui ma, poiché questa applicazione particolare non dava un vantaggio strategico sul campo di battaglia, i guerrieri dell'epoca le riconoscevano soltanto un valore complementare. In effetti, le posizioni di base (seiza o tate-hiza), dalle quali un praticante moderno sguaina in IAÏ-DO, sarebbero sembrate paradossali ad un guerriero, rispetto ad altre più confortevoli e che garantivano una maggiore efficacia in combattimento.

Con l'epoca EDO si instaurò un periodo di pace durante il quale il guerriero perse la sua principale attività, fare la guerra, senza però perdere il suo rango e continuando a far parte della classe dirigente.
L'apporto principale di Hayashizaki fù dunque piuttosto di ordine mentale e spirituale poiché permetteva al samurai di raggiungere e coltivare un attegiamento psichico che avrebbe potuto rivelarsi utile in ogni circostanza. D'altronde, le molteplici Arti Marziali o arti di guerra mutarono in Discipline Marziali grazie anche all'apporto dello ZEN, questa Via del risveglio spirituale chiamata : « la religione dei samurai », così come dai concetti presi al Taoismo ed al Buddismo esoterico.
Il BU-JUTSU divenne BU-DO. La finalità del primo era unicamente sviluppare i modi di uccidere il proprio avversario il più efficacemente e il più velocemente possibile ; mentre il BU-DO approfondisce, in maniera diretta, le relazioni esistenti tra etica, religione e filosofia, e concerne essenzialmente lo sviluppo mentale del samurai e la riflessione sulla natura del sé : chi sono ?
E' ancora durante questa epoca che furono rinforzati i concetti del BUSHIDO - il Codice d'Onore dei guerrieri - che raccomandano il distacco e il disprezzo della morte (seishi o choetsu).

 

II - LO STUDIO DELLO IAI-DO

Lo IAÏ-DO permette al praticante di qualunque disciplina marziale di ampliare la propria conoscenza del BU-DO attraverso lo studio della spada sotto tutti i suoi aspetti, studio che si articola attorno a 4 poli principali e precisamente :

· TANDOKU-RENSHU
· SOTAI-RENSHU
· TAMESHI GIRI
· STUDIO CULTURALE DELLA SPADA GIAPPONESE (NOMENCLATURA E FORGIA)


 

2-1/ TANDOKU RENSHU (pratica individuale)

Questa fase dello studio corrisponde alla pratica dello IAI propriamente detto. Il praticante si allena solo, senza avversario, con una vera spada (o una spada senza filo chiamata IAITO) eseguendo dei kata.
Il KATA è l'arrangiamento convenzionale e formale di una o più tecniche di spada che si sono rivelate efficaci sul campo di battaglia o che sono state scelte in base al loro valore educativo. Queste sequenze riproducono un combattimento immaginario contro uno o più avversari e servono da supporto mentale al praticante ogni volta che le esegue.

Ogni KATA di IAI si compone di 3 o 4 fasi che sono :

· NUKITSUKE che corrisponde allo sguainamento propriamente detto della lama dal fodero,
· KIRITSUKE che corrisponde al taglio o ai tagli successivi, a lama estratta. Questa fase può essere facoltativa,
· CHIBURI che corrisponde all'azione simbolica di ripulire la lama dal sangue,
· NOTO che corrisponde al rinfoderamento.

La scuola di riferimento dell'IDAM è MUSO SHINDEN RYU, per la ricchezza dell'insegnamento di questo stile tra tutte le scuole che esistono ancora attualmente in Giappone. La sua forma spoglia, il suo ampio curriculum e la sua fama fanno di questa scuola lo strumento di base ideale per intraprendere lo studio di altre scuole e altri stili.

MUSO SHINDEN RYU è costituito da 4 livelli di pratica :

1. SHODEN (insegnamento di base)
composto da una serie di 12 kata chiamati « OMORI RYU ».

2. CHUDEN (insegnamento avanzato)
composto da una serie di 10 kata chiamati « HASEGAWA EISHIN RYU ».

3. OKUDEN suwariwaza (insegnamento profondo in ginocchio)
composto di una serie di 8 kata chiamati « OKU IAI suwariwaza ».

4. OKUDEN tachiwaza (insegnamento profondo in piedi)
composto di una serie di 13 kata chiamati « OKU IAI tachiwaza ».

Questo studio permette al praticante di acquisire le nozioni di :

SHISEI (il portamento)
KI-KEN-TAI (coordinazione tra intenzione, spada e corpo)
KOKYU-RYOKU (energia respiratoria)
ZANSHIN (lett. « il restare dello spirito », « la concentrazione »).


Nakayama Hakudo
nella posizione tate-hiza


 

Malcolm T. Shewan e Daniel Leclerc

2-2/ SOTAI RENSHU (pratica a due)

Limitare lo studio dello IAI al solo apprendimento dei kata priverebbe il praticante della comprensione, sia fisica che psichica, dei principi di base che costituiscono l'essenza della pratica marziale in generale e della spada in particolare, cioè :
MA-AI (spazio/tempo)
KIRI-OTOSHI (taglio diretto attraverso)
KI-AI (coordinazione dell'energia)
KOBO ICHI (attacco e difesa al contempo)
AWASE/HAZUSHI, HYOSHI (il ritmo).

SOTAI RENSHU corrisponde all'attuazione delle tecniche e dei principi studiati in TANDOKU-RENSHU. Lo IAITO è sostituito da un BOKKEN (spada di legno) per evidenti ragioni di sicurezza.

Per l'insegnamento di questa parte dello studio, l'IDAM fa ampiamente riferimento alla pratica del BOKKEN in AIKIDO (AIKIKEN), così come ad altre scuole classiche quali JIGEN RYU, SHINTO RYU.


 

2-3/ TAMESHI GIRI (la prova del taglio)

Lo studio dello IAI-DO sarebbe privo di senso se non mirasse ad acquisire la capacità di tagliare realmente con una spada vera.
Se storicamente lo scopo del TAMESHI GIRI era soprattutto testare una lama, oggi permette al praticante di verificare la propria capacità tecnica e di concentrazione, oltre al controllo delle proprie emozioni.
A questo scopo, vengono utilizzati diversi bersagli come : canne di bambù, stuoie di paglia, sottili corde sospese, e qualunque altra cosa non rischi di danneggiare la spada o l'ambiente.

Malcolm Tiki Shewan, Direttore tecnico della Federazione Europea di Iai, durante una prova di Tameshi Giri
fote estratte dal suo libro : "IAI : the Art of the Swordsmanship"

 

2-4/ NOMENCLATURA E FORGIA DELLA SPADA GIAPPONESE

Come ogni buon artigiano, il praticante di IAI-DO deve conoscere il suo attrezzo e sapere come viene fabbricato. Si impegnerà dunque dapprima a memorizzare in lingua giapponese i nomi delle diverse parti della spada e, in seguito, si dedicherà a migliorare la sua conoscenza sul processo di fabbricazione ed a riconoscere le differenti tecniche utilizzate dai fabbri giapponesi nel corso della storia. Questo studio specifico si chiama NIPPON-TO.
L'IDAM non ha ancora attivato dei corsi specifici su questo argomento ma, al momento, può fornire una documentazione sufficientemente esaustiva e suggerire adeguati riferimenti bibliografici.

 

III - CONCLUSIONE

Lo IAI-DO non sarà mai una pratica popolare, qualunque siano le operazioni promozionali mirate a farlo conoscere al grande pubblico; forse anche perché non permette di crearsi illusioni sulla sua eventuale efficacia, come possono invece fare le discipline di corpo a corpo come il JU-DO, l'AIKI-DO o il KARATE-DO, parlando delle più note. In effetti, è inpensabile passeggiare per la strada con una katana sapendo che, oggi, il possesso di un semplice temperino è praticamente già reato.
L'approccio austero, quasi ascetico, dello IAI-DO, il suo carattere introspettivo a tratti «autistico», la sua soggettiva virtualità - combattere il nulla nel vuoto -, il suo pragmatismo astratto possono raggelare i più accalorati praticanti di arti marziali. Malgrado ciò, per più di una ragione, in particolare a livello del TANDOKU-RENSHU, lo IAI-DO può essere visto come una forma di meditazione dinamica che può aiutare il praticante di BU-DO a riconsiderare il senso e lo scopo del suo percorso sulla Via.


 

(da sinistra a destra) Malcolm Tiki Shewan, Direttore tecnico della FEI, Dominique Pierre, Presidente della FEI, e Daniel Leclerc durante uno stage di IAI a Padova in aprile 2006

 

MUSO SHINDEN RYU

NOMENCLATURA DEI KATA

 

cliccare sulla foto
per ingrandirla

NOME DELLE SERIE

primo livello - SHODEN

OMORI RYU

secondo livello - CHUDEN

HASEGAWA EISHIN RYU

terzo livello - OKUDEN

OKUDEN (SUWARIWAZA)

quarto livello - OKUDEN

OKUDEN (TACHIWAZA)

 

 

                                                    

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