L'Oki do Yoga

 

L'Oki do Yoga, non è un 'tipo' o uno stile di Yoga ma una chiave per giungere a comprenderne il significato nel modo più ampio e più profondo della Vita. L'Oki do è la via che invita non solo all'evoluzione del singolo individuo ma di tutto il genere umano, quello che invita a creare benessere non solo per gli uomini ma per tutte le creature viventi. Avviare questo percorso di evoluzione vuol dire ricercare, prima di ogni altra cosa, l’armonia del corpo e del cuore. Queste due condizioni, seppure comprensibili in via teorica, non sono invece facili da ottenere, a causa di un’educazione scorretta. L’Oki do, grazie allo studio e alla pratica dei dieci stadi dello Yoga, spiega come vivere naturalmente in modo chiaro e graduale. Così,attraverso l'allenamento consapevole possiamo rieducarci e manifestare la nostra vera natura e il cuore attraverso i nostri talenti e le capacità,come massima espressione e valorizzazione della Forza Vitale, il “KI”.

  "La via più naturale di vivere è quella che si manifesta attraverso l’amore e l’aiuto reciproco, studiando e imparando gli uni dagli altri, vivendo ed evolvendo in comune prosperità".

                                                                                                         M° Masahiro Oki

 Lo studio dell’Oki do in Italia prende vita grazie a un incontro del tutto speciale: quello avvenuto nel 1981 fra Yuji Yahiro, libero ricercatore che già da alcuni anni svolgeva attività di studio nel nostro paese, con il Maestro Masahiro Oki e la sua filosofia pratica di vita.Da quel momento tutto l'impegno di ricerca di Yuji Yahiro si concentra verso lo studio della filosofia pratica, ispirato alla vita del Maestro Oki. Diventa quindi per molti la guida alla comprensione del suo insegnamento, l'Oki do. Insegnamento che si dimostrerà con il passare del tempo sempre più grande e profondo. Per vent’anni il movimento di studio dell'Oki do ha approfondito la ricerca e ha diversificato le attività, crescendo e diffondendosi in Italia come in nessun'altra parte del mondo.

                                                                                                                                                                    

 

 "Lo scopo dell’Oki do è quello di creare opportunità di studio e di pratica affinché tutti  possano dedicare la propri  a vita alla ricerca della verità e offrirne con amore i frutti, perché tutti possano risvegliare la saggezza divina che è dentro di sé e vivere in una dimensione di amore sacro. L’Oki do è la filosofia pratica per ridestare la propria consapevolezza e comprendere così la meraviglia della grande Natura e l’anima dell’Universo".                       

                                                                                                           M° Yuji Yahiro

 

 

                                                                                                                                                                        

I principi di evoluzione del Cuore Umano

 

 


Quando avrete la consapevolezza di essere in vita grazie alla presenza di tutti gli altri esseri viventi, allora potrà finalmente nascere in voi il senso della vera responsabilità, un atteggiamento di gratitudine (Kansha), di autoriflessione profonda (Zanghe) e di umiltà (Gheza). Allo stesso tempo potrete cominciare a comprendere il vero significato del servizio (Hoshi) e dell’amore incondizionato (Aighyò)".

 

 M ° Masahiro Oki

 

Kansha
È la condizione in cui si esprime gratitudine in modo incondizionato, in cui si accetta ogni cosa e tutto ciò; che accade, che sia piacevole oppure no, come un insegnamento. Ringraziare solo quando si verifica qualcosa per noi piacevole vuol dire condizionare il senso del proprio ringraziamento. In realtà, siamo debitori verso ogni cosa: i nostri genitori, i nostri antenati, la luce del sole, le altre creature, l’ambiente, il cibo...non possiamo vivere senza il sostegno di tutto ciò che ci circonda, senza la presenza degli altri. Grazie a questa consapevolezza dobbiamo impegnarci a manifestare la nostra gratitudine attraverso le nostre azioni, accettando e trasformando ciò che è solo apparentemente negativo. Kansha è la trasformazione dinamica e propositiva del precetto dello Yoga tradizionale ‘non rubare’. Se si coltiva lo spirito del ringraziamento si accetterà positivamente ogni cosa e non si svilupperà il desiderio di avere ciò che non è naturale che si abbia.

 

 

Zanghe
È l’autoriflessione profonda, che permette di essere coscienti dei propri limiti e responsabili delle proprie mancanze. Lo Yama dello Yoga invita a essere onesti e sinceri, a non seguire il falso; l’Oki do invita a una autoriflessione sul fatto che la nostra vita non è separata da quella degli altri e che abbiamo bisogno di riparare alle nostre mancanze con l’impegno della pratica. È solo attraverso la realizzazione di questo proposito che il senso di colpa può dissolversi, trasformandosi in un’azione per offrire il meglio di se stessi agli altri.

 

 

Geza
È l’umiltà che nasce dalla consapevolezza che è possibile valorizzare la propria vita solo attraverso il riconoscimento e il rispetto profondo del valore altrui. ‘Non essere egoista’ è il suggerimento morale dello Yoga: ma l'egoismo nasce dall'arroganza di credersi migliori di altri, è il carattere base della vita animale. Geza guida alla vittoria sul proprio orgoglio, rinunciando consapevolmente a cercare il posto migliore per se stessi e accettando di dare valore a ciò che è diverso da sé.

 

 

Hoshi
Tutto ciò che abbiamo lo abbiamo ricevuto in dono dalla vita. Lo Yoga invita a non sviluppare attaccamento al possesso, ma secondo l’Oki do occorre dinamizzare questa rinuncia con una pratica di servizio incondizionato verso gli altri. Grazie alla pratica del servizio possiamo esprimere il massimo delle nostre capacità, sviluppare e offrire il nostro talento a ogni essere vivente. Niente ci appartiene, e perfino il nostro corpo lo abbiamo ‘in prestito’ dalla natura perché possiamo rispettarlo e servirlo senza egoismo. Solo attraverso il servizio devoto e senza condizioni possiamo sviluppare la nostra vera essenza verso i livelli più alti della natura umana.

 

 Aighyò

L’essere umano non può comprendere il vero significato e il valore reale delle cose finché non sarà in grado di sentire e pensare in modo ampio e profondo. Il precetto morale fondamentale che ritroviamo nello Yama dello Yoga tradizionale è quello di Ahimsa, la non-violenza. L’Oki do suggerisce di svilupparlo attraverso un impegno pratico e dinamico che faccia nascere in noi una voglia di fare e di evolvere. Attraverso la pratica di Meiso l’uomo raggiunge la consapevolezza di essere in vita grazie alla presenza di tutti gli altri esseri viventi; potrà finalmente nascere in lui il vero senso della responsabilità, un atteggiamento di gratitudine, di autoriflessione profonda, di umiltà e di servizio devoto. È solo in questo modo che potrà vivere una vita di amore.

 

 

I dieci stadi dello Yoga

 

I dieci stadi dello Yoga costituiscono il percorso dell’essere umano per il raggiungimento del Satori, quello della più ampia e profonda conoscenza e della propria evoluzione. Essi non costituiscono una scala di valori ma rappresentano la necessità di rendere lo studio più facile da spiegare e da comprendere. Nella pratica questi dieci stadi non sono che una cosa sola.

 

 Yama-Niyama
Sono i principi morali, e determinano la condizione del cuore con la quale è necessario accostarsi ad ogni esperienza della vita, allo studio di qualsiasi insegnamento.

 

Asana e Pranayama
Asana costituisce l'atteggiamento fisico per cui, attraverso la stabilità del corpo si raggiunge la stabilità del cuore.
La sua pratica non può essere scissa da quella di Pranayama, quella del controllo consapevole del corpo e del cuore attraverso la respirazione e l’alimentazione.

 

 

Pratyahara e Dharana
Pratyahara è il riequilibrio del pensiero ottenuto grazie a una visione della realtà opposta a quella a cui si è attaccati o abituati. Porta a creare, di fronte a tutto quello che succede, una coscienza autonoma, una condizione del cuore indipendente dai sensi e dalle emozioni.

Dharana, significa concentrazione: è l’allenamento consapevole per armonizzare e riunificare fra loro tutte le capacità vitali, indirizzandole verso la realizzazione del proprio proposito.

 

 

Dhyana e Bhakti
Dhyana è la condizione assolutamente naturale del corpo, la mancanza di qualsiasi attaccamento fisico. Attraverso questo stadio di sviluppo l’essere umano acquista una sensibilità corretta, tutto quel che sente è ciò che è giusto sentire.

Bhakti è la fede, raggiunta grazie allo sviluppo di un modo di pensare corretto e naturale, senza abitudini e condizionamenti. Dhyana e Bhakti conducono l’uomo verso la rivelazione, lo rendono cioè capace di cogliere la realtà in modo assolutamente consapevole.

 

 

Samadhi
È lo stadio in cui si è capaci di riunificare se stessi con gli altri, di cooperare con gli altri, di diventare una sola cosa con gli altri. Alla luce di Samadhi si dissolve l’egoismo e tutto ciò che esiste è vissuto come positivo.

 

 

Buddhi
È lo sviluppo dell’anima del Buddha, l’evoluzione spirituale, la condizione in cui l’uomo avverte la presenza di Dio in ogni cosa e per cui è capace di valorizzare tutto e tutti, creando armonia e prosperità.

 

Prasad
È la vera gioia, la gioia sacra, la condizione per cui l’Universo stesso gioisce per la presenza di colui che l’ha raggiunta. È lo stato ideale , quello che tutti gli uomini dovrebbero proporsi di raggiungere.

 

 

 

 

 

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